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Gnambox intervista Emanuela Caorsi

La nutrizione olistica per una vita sana e equilibrata

L’alimentazione è uno stile di vita. Lo sa benissimo Emanuela Caorsi, una consulente in Nutrizione Olistica che ha studiato in Canada come aiutare le persone a stare meglio e a ritrovare il loro equilibrio. La ricerca del benessere è al centro della nostra vita e grazie anche a piccoli accorgimenti possiamo cambiare umore ed emozioni.

Con una cucina semplice, sana e gustosa Emanuela racconta la sua esperienza online attraverso il suo sito e i social network dove, in poco tempo, è riuscita a costruire una community di seguaci che prendono spunto da tutti i suoi consigli.

Passione, ricerca e il voler seguire un’alimentazione basata su “whole foods” sono i fondamenti per far bene a noi stessi e all'ambiente che ci circonda. Emanuela vuole far capire a chi segue i suoi consigli e la sua filosofia che basta poco per migliorare il proprio stile di vita.

Sei una consulente in Nutrizione Olistica, puoi spiegare meglio in cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro consiste nell'aiutare le persone, in primis le donne, a ritrovare l’equilibrio psico-fisico che cercano da tempo attraverso un’alimentazione sana e piccoli consigli relativi allo stile di vita da applicare ogni giorno.

Il motivo che mi ha spinta a scegliere la Nutrizione Olistica (ho studiato in Canada perché in Italia non c’è nulla di simile) è proprio il focalizzare la sua attenzione sulla persona a 360 gradi: l’alimentazione è sicuramente un aspetto imprescindibile, ma non bisogna trascurare le emozioni, i pensieri e lo stile di vita. Tutto insieme concorre al nostro vero benessere.

Quali sono le caratteristiche fondamentali della tua cucina?

La mia cucina è semplice, veloce e, ovviamente, buonissima perché mangiare sano non significa rinunciare al gusto! Cerco di creare ricette che siano davvero facili da realizzare anche da chi non ha esperienza in cucina.

Nonostante ormai io abbia un’alimentazione onnivora, la mia mission è quella di insegnare alle persone ad utilizzare in cucina più alimenti plant-based (vegetali) possibile perché spesso davanti ad un cereale integrale, un legume o frutta a guscio o semi le persone vanno nel panico non sapendo come utilizzarli e invece sono ingredienti super versatili.

Le mie basi di cucina crudista ritornano spesso nelle mie ricette, così come tutto ciò che ho imparato vivendo a Sydney, una delle città più all'avanguardia in quanto ad “healthy food”.

 

Sappiamo che c’è stato un momento in cui hai detto “basta, voglio cambiare vita”. Ci racconti cosa è successo?

Ero a Sydney dove lavoravo come ingegnere strutturista per ARUP, la più grande azienda di ingegneria del mondo e, per risolvere dei problemi di salute, ho deciso di cambiare radicalmente alimentazione notando in pochissimo tempo incredibili miglioramenti.

Già da tempo avevo capito che la cucina era davvero la mia grande passione e che il mio futuro in qualche modo avrebbe avuto a che fare proprio con il mondo del food.

Rendermi conto degli effetti “magici” che il cibo ha avuto su di me e sulla mia salute mi ha spinta a volerne sapere di più. La mia mission era diventata chiara: dovevo aiutare più persone possibili ad avvicinarsi ad un’alimentazione più sana e sostenibile.

Così lasciò Syndey e il mio lavoro da Ingegnere, mi iscrivò alla Canadian School of Natural Nutrition e iniziò un nuovo capitolo della mia vita, quello che vivo tutt'ora e che amo follemente.

 

Quando hai capito che un’alimentazione controllata e bilanciata poteva cambiare il tuo benessere personale e quello degli altri?

Come dicevo prima, l’ho scoperto proprio a Sydney, patria dell’ “healthy food”.

Tutto sommato non ho mai mangiato male avendo un passato da atleta, eppure a Sydney arrivai ad un punto in cui mi sentivo completamente intossicata e decisi di fare un cambio drastico: da un’alimentazione onnivora a una raw vegan (crudista e vegana) che seguii fedelmente per 8 mesi. Sicuramente un po’ estrema. Con il senno di poi, decisamente un po’ tanto estrema! Ma in quei mesi iniziai a sentirmi leggera e “pulita” come non mi ero mai sentita prima. Ora come ora non consiglierei a nessuno un’alimentazione così restrittiva per così tanto tempo, ma quel periodo è stato per me fondamentale per capire che quello che mangiamo influisce sul nostro benessere, sia fisico che mentale. Fatta quella scoperta, non potevo certo tenermela tutta per me e così c’è stata la svolta di cui vi ho parlato prima.

 

C’è un ingrediente per te fondamentale?

Un ingrediente solo è difficile, ma anche se so che non bisogna abusarne, per me un piatto completamente senza sale (ovviamente integrale o dell’Himalaya) è proprio difficile da mangiare.

A parte il sale, un ingrediente che amo alla follia è il tahini, una crema di sesamo tipica della cucina libanese. Lo adoro, in tutte le sue versioni: chiaro, scuro e nero. Lo utilizzo sia in ricette salate che dolci e ammetto che, se ho quello, posso anche fare a meno del sale!

Quanto sono importanti le scelte che facciamo in cucina nei confronti dell'ambiente che ci circonda?

Moltissimo! Io sono per un’alimentazione basata su “whole foods” (ingredienti interi) il che significa evitare tutto ciò che è preconfezionato come biscotti, crackers, fette biscottate e tutte quelle cose che si trovano sugli scaffali dei supermercati. In questo so di essere un po’ estrema perché la praticità e la comodità di avere cose pronte a volte è una salvezza per chi è sempre di corsa, ma vi assicuro che ci vuole così poco a prepararsi quelle cose in casa partendo da ingredienti veri senza aggiunta di conservanti, zuccheri e ingredienti dai nomi impronunciabili. Se tutti dedicassero un pochino più di tempo in cucina ne gioverebbe l’ambiente e, in modo egoistico, ne gioveremmo in primis noi stessi.

Una cosa che amavo dell’Australia era un negozietto in cui andavo a fare la spesa: aveva tutte cose sfuse. Andavo lì con i miei barattoli di vetro riciclati e facevo le mie scorte di frutta a guscio, semi, cereali e legumi. Era divertentissimo e non avete idea di quanta plastica si risparmiasse!

Anche i prodotti di origine animale che scegliamo di consumare incidono molto sull'ambiente: mangiare uova di galline felici o carne di animali allevati ad erba rispetta l’ambiente (e la nostra salute!). Credo che la moda di qualche anno fa di consumare quintali di proteine animali come latte, latticini, carne e uova e la conseguente creazione di allevamenti intensivi (dove è meglio non sapere cosa succeda altrimenti diventeremmo tutti vegani dall'oggi al domani!) sia stata davvero deleteria sia per l’ambiente, che per la nostra salute. Le proteine di origine animale sono preziose, ma se consumate con moderazione e solo se sono di qualità.

 

Cosa significa per te essere sostenibili? In che modo cerchi di esserlo nella tua quotidianità?

Per me essere sostenibili significa limitare il consumo di plastica, anche se è davvero difficile: ogni volta che faccio la spesa, anche comprando i “whole foods” di cui parlavo prima, butto via quantità ridicole di plastica perché ormai tutto è imballato con quella.

Nel mio piccolo, cerco di limitarne al massimo il consumo comprando al mercato e andando sempre con le mie borse e utilizzando una brocca per filtrare l’acqua del rubinetto evitando così di comprare bottiglie di plastica. Consumare solo alimenti biologici o comunque prodotti nel rispetto dell’ambiente è un altro modo in cui cerco di essere sostenibile.

Differenziare i rifiuti è poi un’altra cosa che faccio sempre e anche vivendo in un monolocale di 25 mq differenzio tutto meticolosamente: ho più bidoni della spazzatura che sedie praticamente!

 

Ci indichi tre profili Instagram dai quali trai ispirazione?

@leefromamerica - mi piace perché è spontanea ed è sempre sul pezzo su tutto ciò che di nuovo c’è in America in quanto ad healthy food e lifestyle.

@Jescoxnutritionist - è una nutrizionista australiana davvero in gamba. Mi piace il suo stile e le sue ricette sono davvero super.

@jshealth - Lei è una grande! Diciamo che ispiro a diventare un po’ come lei per gli Italiani. Io sogno in grande!