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Gnambox intervista Simple Flair

Conosciamo Simona e Riccardo da tempo, prima di conoscere loro in persona però abbiamo iniziato a seguire simpleflair.com, il sito che hanno creato nel 2010 e che racconta il design con un linguaggio contemporaneo fresco e trasversale. La loro visione? #allisdesign

 

Simona e Riccardo, Architetti ed Innovator, sono stati docenti al Politecnico di Milano con il corso di Progettazione d’Interni e fondatori di Studio Modulo, firma con cui progettano interni, allestimenti e complementi. Abbiamo scelto di intervistarli perché - così come MIELE - ricercano, creano e curano il contenuto per ogni progetto. Il loro approccio è unico tra design, comunicazione e digital, filo conduttore di ogni lavoro.

 

Ragazzi, sappiamo che siete sempre alla ricerca delle ultime novità in ambito design e architettura, ci raccontate come sta succedendo là fuori?


È un momento particolarmente vivo; non si tratta solo di tendenze che, come in ogni settore della creatività, cambiano velocemente, ma di un periodo positivo fatto di sperimentazione e valorizzazione delle icone storiche.

 

Qual è il vostro rapporto con la cucina?

Amiamo la cucina, è un momento tutto per noi, fatto di condivisione, dalla scelta della cena alla preparazione. Ci piace cucinare insieme chiacchierando sulla giornata e pensando ai progetti futuri.

 

Amate le cene casalinghe oppure andare al ristorante?

Da quando abbiamo ristrutturato casa abbiamo riscoperto il piacere delle cene in casa, amiamo invitare gli amici. Ci concediamo anche qualche cena fuori, soprattutto se c’è da scoprire un nuovo ristorante!

 

Chi dei due ama di più cucinare?

È una bella lotta, per me (SIMONA) quello dedicato alla cucina è un momento di totale relax, lontana dal lavoro, dal telefono e dal computer. Proprio per questo da poco ho ripreso l’abitudine di scrivere le ricette su un quaderno, con carta e penna. Tra i due chi ha più istinto in cucina è Riccardo, spesso improvvisa e il risultato è sempre una bella sorpresa.

 

Se diciamo “design legato al cibo” cosa vi viene in mente?

C’è un legame sempre più forte tra cibo e design e sono tanti i progetti che lo approfondiscono. Per un nostro recente progetto curatoriale abbiamo collaborato con la designer Astrid Luglio nella progettazione di un totem da tavola ed è stata una splendida esperienza.

Durante la Design Week siamo stati insieme a visitare l’installazione di Miele per la presentazione di Forno Dialogo. Quali sensazioni vi ha lasciato partecipare alla nascita di questo nuovo e rivoluzionario elettrodomestico?

È stata senza dubbio una super esperienza, abbiamo avuto la percezione di essere davanti a qualcosa di davvero rivoluzionario.

Pensiamo che oggi l’unica e sola via per evolvere nel mercato, e in generale in un’attività, sia proprio innovare. Innovare vuol dire tante cose ma soprattutto significa avere una mentalità vocata al cambiamento continuo e alla ricerca di quel qualcosa in più che ci permetta di spostare il nostro limite sempre un passo oltre.

Nel nostro piccolo è ciò che facciamo ogni giorno e vedere aziende che credono in questo approccio e investono in pura e vera innovazione ci ha fatto di certo ben sperare per il futuro. 

 

Qual è il vostro rapporto con la sostenibilità? Avete qualche regola del vostro quotidiano che applicate per essere più sostenibili?

Stiamo molto attenti allo spreco di cibo, facciamo una spesa settimanale cercando di ridurre al minimo gli sprechi. E se i nostri piani settimanali non dovessero essere rispettati ci lanciamo in una ricetta svuota frigo per evitare di buttare degli ingredienti.

 

Come applicato al vostro lavoro il concetto di sostenibilità?

Entrambi prima della specializzazione in Progettazione Architettonica abbiamo fatto la triennale in Architettura Ambientale e questo significa aver fatto una scelta alla base che guida ogni scelta progettuale. La sostenibilità è fatta di molte sfaccettature, in un progetto architettonico dall’idea allo smaltimento ogni dettaglio va considerato.

 

C’è un ingrediente per voi fondamentale?

Difficile, perché in cucina ci piace sperimentare e passiamo dalle ricette tradizionali a quelle che ci ricordano un viaggio. A pensarci bene difficilmente in casa manca del cioccolato fondente per Simona e il formaggio, di ogni tipo, per me.

 

Spazio cucina: com’è la vostra cucina dei sogni?

La nostra cucina dei sogni è funzionale, disegnata per poter cucinare quando la casa si riempie di amici e familiari. Ma deve essere anche bella, l’estetica vuole sempre la sua parte ottimizzando spazi e funzioni.

 

Siamo a cena da voi, cosa ci preparate?

Ci piacciono le cene informali, quelle in cui non ci sono troppe posate e bicchieri. Cosa c’è di meglio di un piatto di pasta e un buon calice di vino rosso? Ma potrebbe anche capitare di tornare a casa tardi dal lavoro e allora pizza per tutti.